Fiesta mexicana

Da troppo tempo ho chiuso nel cassetto cose che mi fanno stare bene, tra cui quella di scrivere questa sorta di diario, quindi e’ ora di riprendere le cosi’ dette buone vecchie abitudini.

Oggi grazie alle temperature che si sono rialzate (abbiamo avuto 2 giorni freschi con 10 C gradi al mattino e io impavida insistevo a mettere le infradito rischiando i geloni alle dita dei piedi) e all’assenza di Allison perche’ impegnata in un’uscita di 2 notti di campeggio con il daddy, durante il pisolo di Anthony mi sono goduta il bel sole di novembre della Florida in giardino.

img_20181117_133245276

Lo so, sembro addormenteata, ma in realta’ ero semplicemente in totale relax.

Inizialmente non me ne sono neanche accorta, ma poi ad un tratto mi rendo conto che da 4 massimo 5 case di distanza arriva della musica messicana. E ad accompagnarla c’e’ un frequentissimo scoppiettio come di piccoli petardi, quelli che usavamo da bambini tanto per intenderci; i cilindretti rossi o verdi molto piccoli con una miccia ancora piu’ piccola, li si accendeva con il classico accendino BIC ( che mi rendo conto solo in questo preciso istante essere la stessa marca delle penne a sfera e chiudo parentesi!) e se non lo lanciavi abbastanza velocemente ti esplodeva tra le dita procurandoti una piccola scottatura ai polpastrelli, niente dita strappate dalla mano per fortuna.

Questa cosa va avanti per tutto il tempo in cui ero sdraiata al sole e la cosa che mi sorprende e’ comunque il quantitativo di petardi che hanno! Lo schioppettio va avanti per 40 minuti circa, va beh, sara’ un nutrito gruppo di ragazzini. A parte questo  ovviamente la mia mente e’ partita alla velocita’ della luce creando uno dei suoi film.

Primo pensiero: Ma dai! Vuoi vedere che quella casa l’ha comprata una famiglia messicana e stanno facendo una festa per inaugurarla? Che bello! E qui la mia fantasia non si mette limiti; mi immagino un bel gruppo di gente in festa! Musica, balli, guacamole, tacos, empanadas, fajitas, Corona, fiumi di tequila e margaritas, risate, allegria, pignatte, yeppaaaaa!!!! Andale andaleeeee! Ole’!

images

Secondo pensiero: da brava anima latina penso subito a socializzare! “Eh beh! questi me li faccio amici!” Elaboro immediatamente un piano (Ethan Hunt e Jason Bourne non sono nessuno paragonati a me, sappiatelo!). Appena Anthony si sveglia, biciclettina lui, a piedi io, passeggiatina per veloce sopralluogo, congratularmi con i nuovi arrivati, intrufolarmi nei festeggiamenti, una tequila, 2 margaritas, amiciiiii, vi amo tutti, no, non sono messicana, sono italiana, pero tambien viva Mexico!!!!! E Karin, attenzione a non ferire qualcuno con il bastone con cui stai maldestramente cercando di colpire una pignatta (io reggo bene l’alcol, ma con la tequila ho un piccolo problema dopo una serata infrasettimanale, diciamo un po’ pesante, taaaaanti anni fa al Gasoline a Jesolo, ma questa ve la racconto un’altra volta).

Insomma, nella mia mente avevo raggiunto il paradiso! Finalmente qualche amicizia (che son circa 2 anni che passo le mie giornate a parlare esclusivamente con i miei pargoli, che per l’amor di Dio adoro, ma ho estremo bisogno di interagire con qualche adulto, che non sia il/la cassiere/a o il/la commesso/a di turno), qualcuno con cui fare una chiaccheratina ogni tanto, magari una volta alla settimana uscire a camminare, a turno invitarsi a casa propria per un caffe’, una bibita, una cena.

Passa un’oretta e Anthony si sveglia! Pronti via. Il piano passa dalla teoria alla pratica! Usciamo di casa e ci avviamo nella direzione da cui arriva la musica. E man mano che ci si avvicina i miei sogni di fiesta mexicana si sono lentamente infranti come dei cristalli al passaggio di un elefante in corsa tra gli scaffali in cui sono esposti.

L’amara relata’ si rivela ai miei occhi. Adesso si’ vorrei uno shot di tequila per riprendermi dalla delusione, sigh! La musica messicana c’e’. Ci sono anche i messicani, 4 per la precisione. E c’e’ una bella cassa che emette tutta quella musica. Sul tetto. Sono degli operai che stanno sistemando appunto il tetto della casa recentemente venduta, che si sono portati un po’ di musica per rallegrare/allegerire il lavoro. E no, non erano petardi, ma una sorta di cucitrice industriale che stanno usando per fissare dei pezzi di materiale sotto le tegole.

Roofers Working
Avrei potuto chiedere se avevano una Corona da offrirmi, ma non mi pareva educato, magari sarei dovuta passare io con il cartoncino da 6 e offrirne una a loro e bercela li’ seduti sul tetto.

Ecco cosa succede quando si ha tanta fantasia ed immaginazione e per chi non lo avesse capito io spesso ne ho da vendere.
Ma va bene cosi’, dentro di me mi son fatta una grande risata, non cambiero’ mai e in ogni caso “Viva Mexico y viva la revolucion! Ole’!”

2000px-Flag_of_Mexico.svg

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...