Graceland, Memphis TN

É arrivato il momento di parlare di lui, l’unico, inimitabile ELVIS! Va beh, oramai credo si sia detto di tutto e di più sulla sua vita, canzoni e quant’altro e di certo io non andrò ad aggiungere chissà che scoop a proposito, casomai solo le mie emozioni su questo personaggio incredibile, che io quasi adoro, dopo aver visitato la sua casa.

In primis (permettetemi) un FIGO della MADONNA!!! A me ribolle il sangue e cade la mascella nel 90% delle sue foto. Può non piacere, ma non si può negare fosse un gran bell’ uomo.

In ogni caso, torniamo a Graceland. La casa é posizionata lungo una grossa strada di Memphis e la si vede benissimo passandoci in macchina. Dall’altro lato della strada, nel corso degli anni, é stato costruito un centro che comprende biglietteria, vari spazi espositivi e 2 ristoranti che portano il nome dei genitori di Elvis: Vernon e Gladys. Io ho pranzato al Vernon. Lo consiglio a tutti. Ottima cucina degli stati del sud, davvero buona e il più buon mac and cheese che io abbia mai mangiato!

Non fate caso alla mia espressione, un mix di incredulità, emozione e strabismo, se di Venere lascio l’ardua sentenza ai posteri.

Una volta acquistato il biglietto ci hanno fatto accomodare in una sala proiezioni che può contenere 50 persone circa per un breve documentario su Elvis. Non chiedetemi perché, che non lo so, ma io ho cominciato a piangere come una fontana e in 10 minuti ho fatto fuori il mio bel pacchetto di fazzoletti. Sono stati proiettati spezzoni di interviste in cui ovviamente si sentiva Elvis parlare (e non cantare per una volta) e una voce fuori campo raccontava un po’ della sua vita e boh, io mi sono commossa tantissimo!

Finita la proiezione si esce all’aperto dove a tutti, senza via di scampo, viene fatta una foto davanti ad un mega poster che ti inchioda davanti all’entrata di Graceland. La foto verrà successivamente proposta, a fine tour, alla “modica” cifra di $35. E ovvio, non la si può non comprare!

A seguire, coda per accedere al bus navetta che ti porta alla mansione. E qui chapeau all’organizzazione americana, il tutto é stato veloce ed indolore, sorvolando su Alli che ha sfoggiato il suo DNA italiano ripetendo più volte: “Perché non li superiamo tutti e saliamo sul bus?” Dio mio, é più italiana di me, se penso che io rispetto tutte le code!

E poi si arriva a Graceland! La facciata é molto bella e curatissima, chi non la conosce!

Prima di entrare viene ripetuto ai visitatori tipo un milione di volte: “Foto finché volete, ma senza uso del flash. Assolutamente vietati i video o registrazioni audio”. Ok, entriamo. Il tour della casa spazia tra il piano terra e il piano interrato. Salotto, sala da pranzo, camera dei genitori, cucina con annesso soggiorno, altro salone sotto. Al primo piano non si ha accesso. Quando Elvis era a casa lì a Graceland c’era gente che andava e veniva ad ogni ora del giorno e della notte. Tutti potevano aggirarsi per la casa liberamente, la cucina sfornava 24 ore su 24 varie pietanze cosicché ci fosse sempre qualcosa da mettere sotto i denti per qualsiasi tipo di appetito, dalla merenda al pasto completo, ma nessuno aveva accesso al piano superiore se non i padroni di casa. Lassù era l’unico angolo in cui Elvis godeva di un po’ di vera privacy ed é stato deciso di mantenere questa regola anche dopo la sua scomparsa.

Usciti sul retro della casa c’è uno stabile con l’ufficio del padre e un altro edificio con la palestra e annessa area relax e sala squash. Mi ha fatto sorridere vedere un pianoforte anche lì.

Me lo immagino dopo la partitina a squash sedersi a suonare qualcosa per poi passare al sollevamento pesi.

Il retro della casa poi gode di un gran bel spazio verde, contornato da una staccionata bianca, dove scorazzano felici alcuni cavalli (che nella mia foto non si vedono), altra passione di Elvis.

Si giunge infine all’area in cui c’è la sua tomba affiancata da quelle del fratello gemello morto alla nascita, dei genitori e della nonna.

Qui é un momento emozionante. Nonostante la marea di visitatori che commentano tutto quello che vedono durante la visita della tenuta, qui tutti ammutoliscono. Un mix di emozione e rispetto attanaglia tutti i presenti. C’è chi lascia un fiore, un biglietto, una foto. C’è chi versa lacrime e si chiede se Elvis é forse davvero ancora vivo (io). Perché io ho la mia teoria. Per me si é ritirato al piano superiore ed é lì che sta passando il resto dei suoi giorni, lontano dai riflettori, nell’unico angolo del suo mondo, a tutti (o quasi) inaccessibile. Non mi spiego altrimenti perché insistono così tanto sul niente video e niente registrazioni audio.

La cosa che mi ha colpito di Graceland é stata che pur essendo una casa grande, non é una di quelle ville tipo dei vip moderni con 15 stanze da letto, 20 bagni, 12 cucine etc etc. Certo ha 3 saloni, una piccola piscina e tanto verde attorno, ma, a mio parere, non é assolutamente esagerata in nulla. Forse questo rispecchia la personalità di Elvis, tanti infatti lo hanno sempre definito un uomo umile (sorvolando sui costumi di scena degli anni 70).

Finito il tour della tenuta il bus navetta ti riporta dall’altro lato della strada dove é possibile visitare varie aree espositive, in base al biglietto comprato: le macchine di Elvis, gli aerei di Elvis e Priscilla (ricordatevi gente che lui é stato il PRIMO ad avere aerei privati), i costumi di scena, i molteplici riconoscimenti / premi. Io di tutto questo non ho visto nulla. Siccome eravamo in corsa verso sud, e c’era una tabella di marcia da rispettare, questa volta ho visto solo la casa. É una buona scusa per tornarci in futuro e fare il tour completo.

Insomma, se é stato chiamato The King of Rock ‘n Roll, qualche ragione credetemi c’è. E senza offesa per la Regina Elisabetta II, che io adoro, lasciatemi dire per questa volta Long live the King! Perché sì, in un certo senso lui vive ancora per davvero.

E non guardarmi con quel sorriso tu!♥️

2 pensieri su “Graceland, Memphis TN

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