Beccata!

Si sapeva. Lo sapevo. Sarebbe successo. Ed e’ successo gia’ da qualche settimana ma solo stasera riesco finalmente a scrivere di nuovo qualcosa in velocita’.

Avete gia’ capito, vero? Qualcuno se lo aspettava dopo la mia affermazione: “Partire 10 minuti in ritardo e arrivare 5 minuti prima”.

Fuori la bozza su’, un brindisi a me che sono stata fermata per eccesso di velocita’!

Chi!!! Io???  Ma come? Ma quando?  Tre settimane fa circa. Giornata grigia piovosa. Al mio solito sono un po’ in ritardo (mi chiedo dove sia finita la mia super puntualita’ teutonica negli ultimi tempi). Mattino, ore 8:10 minuto piu’ minuto meno, sono a 3 km circa dall’azienda e corro a ruota dietro ad un Suv. Non sto facendo attenzione a quanto vado, sono persa nei miei pensieri e seguo la macchina davanti a me. Ad un certo punto vedo una macchina della polizia arrivare nell’altro senso di marcia e penso “Per fortuna sta andando nella direzione opposta alla mia” e automaticamente rallento un po’. Vedo che la macchina che seguivo e’ in forte rallentamento e accosta. Butto un’occhiata nel retrovisore e con immenso orrore vedo la Mustang della polizia che fa un’inversione a U accende i lampeggianti e da’ di gas all’inseguimento.

Primo mio pensiero “OH C@##*!!!!”. Rallento pure io, accosto e per un istante mi agito! E adesso che faccio? Mi ricordo le istruzioni di Dirk. “Se ti fermano, accosta, spegni il motore e tieni le mani sul volante.” E cosi’ faccio.

Guardo nel retrovisore il poliziotto che si avvicina. Piove che Dio la manda, lui e’ in divisa con la camicia a maniche corte e il cappello a falda larga. E’ giovane, e quando e’ all’altezza della coda della mia macchina appoggia la mano sulla fondina. Mi sembra di essere in una di quelle serie che guardo in televisione, ma no, e’  vita vera. Abbasso il finestrino e sfodero il mio piu’ smagliante sorriso e lo apostrofo con un “Good morning Officer, how are you today!” Glielo leggo negli occhi che dal mio accento ha capito che non sono proprio della zona (e decido, se possibile, di giocare questa carta a mio favore!). “Buongiorno signora! E’ famigliare con questa zona?” Io: “Ma mica tanto sa, lavoro da poco qui vicino.” “Favorisca patente e assicurazione per cortesia.” Certo, subito! In un nano secondo gli ho messo tra le mani patente, passaporto italiano, green card e poco mancava ci mettessi anche la carta d’identita’ e il codice fiscale. Lui guarda prima le sue mani piene di documenti, poi guarda me come a dire questa non e’ mica del tutto a posto. E io li’ immobile, con il mio sorriso stampato. Pensera’ abbia una paresi facciale.

Poi la domanda da un milione di dollari. “Ma la macchina ferma qui davanti e’ con lei?” Io: “No” “Sa perche’ si e’ fermata?” E qui volevo chiedergli: “Ma Signor Officer, ci sei o ci fai?” No, perche’ capisco lui abbia puntato il suo aggeggio elettronico sulla mia macchina e abbia rilevato la mia velocita’, ma non si e’ accorto che avevo una macchina a 5 metri davanti alla mia che correva uguale? Vorrei dirgliela questa cosa per potermi consolare con il classico mal comune mezzo gaudio, ma poi decido di fare la mia buona azione quotidiana e dico “Non so chi sia e non ho idea del perche’ si sia fermata” e lui “Ah ok, vado a dirgli che puo’ andare poi controllo i suoi documenti”. E parte sotto la pioggia sempre battente a “liberare” l’altro mezzo per poi correre nella sua Mustang a controllare le mie scartoffie. E io aspetto. E aspetto. E aspetto. E penso “cazzarola, adesso perdo la patente e poi dovro’ presentarmi davanti al giudice e mi daranno una multa salatissima che mi merito, ma che cavolo, proprio in questo tratto dove in genere sono piu’ attenta, oggi dovevo stare dietro a quello che correva” e avanti cosi’.

Finalmente lo vedo ritornare sempre sotto la pioggia battente. Riapro il finestrino, mi restituisce tutti i documenti e mi dice: “Per oggi e’ solo un monito, ma mi raccomando, in Minnesota su queste strade il limite e 55miglia all’ora, lei stava andando a 78. Buona giornata!” Si gira sui tacchi e corre di nuovo nella sua automobile al riparo da tutta quell’acqua che sta cadendo.

Io sono ancora li’ ferma, con il mio sorriso stampato in faccia. Alzo gli occhi al cielo e tra i nuvoloni grigi mi pare di vedere la sagoma della mia Oma, le sorrido e la ringrazio e le mando un bacio. Lassu’ qualcuno mi ama e anche oggi mi ha protetto. E ripenso: 78?!?!? Ho capito bene? No perche’ allora davvero posso accendere un cero grande come la Torre di Pisa per essere stata graziata!

Da quel giorno in ogni caso ho smesso di correre. Al massimo supero il limite di velocita’ di sole 5 miglia all’ora e uso spesso il cruise control che in italiano si dice? Boh. Cmq, dai quello strumento con cui definisci la velocita’ a cui vuoi andare, togli il piede dall’acceleratore e la macchina va alla velocita’ stabilita, senza pericolo che il piede per noia, poco traffico o distrazione diventi pesante. E lo faccio non per paura della multa, ma per quel gesto della mano sulla fondina, che non mi e’ piaciuto niente e che allo stesso tempo capisco perche’ sia necessario (le ho viste tutte le serie poliziesche americane!).

Mi e’ andata bene davvero e la lezione questa volta l’ho imparata e la sorte in certi casi meglio non sfidarla una seconda volta, la sfidero’ comunque su altri temi!

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