Ciao mami

Due mesi fa la mamma e’ arrivata qui contenta e pimpante di poter trascorrere nuovamente un po’ di tempo con figlia (io) e nipotini.

Oggi purtroppo e’ stato il giorno della partenza, del suo rientro in Italia.
Questi 2 mesi sono trascorsi veloci e allo stesso tempo anche un po’ lenti. Io e lei abbiamo passato poco tempo assieme perche’ lavorando e con gli orari poco umani che mi ritrovo ad avere in questo periodo, alla sera di energia ne rimane davvero poca, giusto l’indispensabile per collassare sul letto e pensare “Ciao mondo, a doma…..zzzz….zzzzzz”.

Io con la mia mamma ho un rapporto un po’ conflittuale. Ci vogliamo un bene dell’anima ma spesso ci scontriamo e i toni si alzano per poi risolvere il tutto facendo finta di niente o chiudendosi (io) in silenzi piu’ o meno lunghi. Non riusciamo a comunicare. Siamo, ognuna di noi, chiuse nella propria galassia e le nostre frequenze non si incrociano e tanto meno si intrecciano. Ma nonostante queste a volte davvero forti incomprensioni, di base c’e’ un amore reciproco infinito ed entrambe lo sappiamo. E in questo periodo e’ stato bello scoprire che se magari a parole io e lei non siamo un gran che, a fatti mettici insieme e le Spaetzle fatte in casa piu’ buone del mondo le facciamo noi due e pure i Pfankuchen.

Oggi sono uscita un po’ prima dal lavoro per poterla accompagnare in aeroporto. Varcata la soglia di casa li’ in entrata c’erano gia’ pronte valigia e borsone, in attesa di essere caricate in auto. La chiamo, mi risponde e la sua voce sembra cosi’ lontana. La raggiungo in cucina e come l’ho vista mi e’ scoppiato il cuore. La sua espressione trasudava agitazione e dispiacere,  malcelati da un debole sorriso e da un “Come e’ andata oggi?” quasi sussurato. Gia’ non aveva dormito ieri notte perche’ negli ultimi anni l’ansia da viaggio prende il sopravvento sulla necessita’ di dormire, a maggior ragione questa volta, che a 75 anni non e’ da tutti farsi un volo del genere con 2 scali e poco tempo per spostarsi da un terminal all’altro in areoporti internazionali.
E poi il sapere di non vedere piu’ i suoi adorati nipotini, per chissa’ quanto tempo, non e’ di certo un’emozione facile da gestire.

In 62 giorni di permanenza qui a Grand Forks, 55 li ha passati con Anthony che ha ben volentieri bigiato l’asilo nido per stare con la nonna. Allison spesso le ha fatto il “musetto” (come dico io) o le ha risposto male (poi ha dovuto sempre fare i conti con me, che la nonna e’ sacra e va trattata bene!) per poi negli ultimi 10 giorni voler solo e sempre dormire con la nonna, cosi’ la povera nonna al piu’ tardi alle 8,30 di sera aveva il coprifuoco e si portava a letto quella testolina cappellona e chiaccherina.

E’ una donna speciale mia mamma, e chi la conosce un po’ piu’ a fondo sa a cosa mi riferisco. Lei mi ha sempre seguito nelle mie “avventure” in giro per il mondo, c’era in Inghilterra quando e’ nata Allison, c’era in Germania quando e’ nato Anthony. A suo tempo non e’ riuscita a venire a Dubai per ragioni di salute, e cosi’ quella volta e’ stato il papa’ a venire a vedere cosa stesse combinando la sua “bambina” da quelle parti.
Da quando ci sono i bambini durante le sue visite e’ sempre un aiuto inestimabile, sia per le faccende pratiche di casa, sia come spalla su cui appoggiarsi nei momenti di sconforto (che anche questa volta non sono mancati per varie ragioni) e anche come confronto, che la mia realta’ vista da occhi esterni assume sfaccettature a me sconosciute.

L’emozione  ci ha messo poco a farsi sentire forte e prepotente e abbiamo cominciato a piangere tutte due. Era ora di partire quindi bando ai sentimentalismi, su’ in macchina e via. Durante il tragitto verso l’areoporto parlavamo dei bimbi e lei se ne e’ uscita con un complimento nei miei riguardi che mi ha lasciato con la bocca aperta e con un nodo ancora piu’ grande in gola. Stavo guidando quindi l’unico gesto che mi era possibile fare, grazie anche al cambio automatico, e’ stato quello di prenderle la mano e stringegliela forte. Non vi dico quanto stringeva lei! Ho dovuto dirle: “Mamma molla la presa che mi stai fermando la circolazione del sangue nelle dita”, e con questa mia uscita il momento si e’ sdrammatizzato e siamo scoppiate tutte due in una fragorosa risata.

GRAZIE mamma! Mi hai detto una cosa bellissima! Credo che parte della forza che tutti riconoscono nel mio carattere, sia stata tu a trasmettermela e se anche non fosse a me piace pensare sia cosi’.

Ci manchi gia’ un sacco! Fai in buon volo mamma, che poi quando sei a casa ti chiamo! SMACK!

 

 

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