Vigilia di Natale in Florida

Un famoso detto dice: c’e’ sempre una prima volta. E cosi’ ecco la mia prima volta a festeggiare il Natale in Florida.

Per una come me che ha vissuto 44 anni in Europa, di cui la maggior parte in Italia a 2 ore d’auto dalle Dolomiti un Natale in un paese tropicale, al caldo, fa in certo senso un che di strano.

Precedentemente la mia vigilia si e’ sempre piu’ o meno svolta in questo modo: mattino in ufficio per 4, massimo 6 ore e poi le corse!  Di corsa a prendere gli ultimi regali, di corsa per consegnare un piccolo pensiero ad amici vari, di corsa a comprare le ultime provviste. E infine di corsa per raggiungere alle 7 di sera la casa della mamma per il cenone della Vigilia che nella nostra famiglia e’ molto sentito ed e’ un MUST a cui e’ inimmaginabile mancare. Dimenticavo: tra una corsa e l’altra ho spesso infilato un paio di aperitivi, ovviamente sempre di corsa.

Quest’anno, TUTTA UN’ALTRA STORIA! Premetto che la Florida sta godendo in questo mese di dicembre 2016 di temperature piu’ alte rispetto alla media, quindi anche oggi siamo stati baciati da un bel sole, accarezzati una piacevole brezza e scaldati da 28 gradi suonati. La mattina mi sono sentita in dovere di accompagnare mia suocera a fare la spesa ma una volta di nuovo a casa, in tempo record ho infilato il mio due pezzi ed eccomi li’ a crogiolarmi al sole per 3  ore.

Crogiolarsi al sole alla vigilia di Natale? ma quando mai? E invece si’! E’ andata proprio cosi’. E tra lo spalmare la crema solare, leggere qualche pagina del mio libro, mettere un piede nella piscina e decidere che no, l’acqua e’ troppo fredda per un paio di bracciate, mille pensieri sul Natale si sono rincorsi nella mia testa.

E la conclusione per quanto banale e’ che non importa dove sei, se il Natale ce l’hai nel cuore. Ammetto che oggi ho sofferto (tanto) di non poter vivere una delle mie classiche vigilie. Alle 13 locali (ore 19 in Italia) pensavo a mia mamma in attesa di mia sorella e famiglia, immaginavo la tavola imbandita (di cui ho ricevuto una foto poco piu’ tardi), i discorsi, le battute, il silenzio (breve) nel momento in cui tutti con la bocca piena assaporiamo i manicaretti preparati, a cui segue un’esplosione di “Che buonooo”, “Bravissima mamma!!!”, “Ma dove hai trovato la ricetta?”, “Viva la chef!”. E mia mamma che serve le portate una dopo l’altra alla velocita’ della luce che ricordo un anno le ho detto: “Ma che e’ tutta sta fretta! Mica siamo ad un fast food!”.

E poi la parte piu’ bella, quella in cui si spengono le luci e si accendono le candeline vere sull’albero di Natale e li’ davvero l’atmosfera diventa magica. E il rito del cantare le canzoni di Natale, che se non si fa mamma si arrabbia.

Ecco, oggi e’ stato tutto cosi’ diverso. Abbiamo festeggiato con i genitori di mio marito che gentilmente ci stanno ospitando in questo momento di transizione per noi da Ramstein a Grand Forks. La cena e’ stata un insieme di diversi piatti freddi equivalente ai nostri piu’ semplici antipasti con a conclusione una fetta di panettone, fortemente voluta da me giusto per avere un po’ di tradizione da casa. Devo essere sincera, il tutto in un’atmosfera piuttosto fredda, o perlomeno questa e’ stata la mia percezione.

Conto di rifarmi domani! D’altronde Natale e’ sempre Natale e domani intonero’ canzoni natalizie da mattina a sera e voglio proprio vedere se non tiro fuori a tutti un po’ di serio spirito natalizio!

A proposito, ore 00:02, e’arrivato anche qui: BUON NATALE A TUTTI DAL CUORE!

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