Nuova esperienza culinaria

Venerdi’ scorso io e la mia meta’ siamo usciti a cena come fossimo ancora morosi, il che significa senza i bimbi, cosa che non succede spesso abitando in giro per il mondo e sempre lontani da entrambe le famiglie. E qui un bel evvivaaaa con le trombe da stadio ci sta.

Per chi non lo sapesse io sono una grande appassionata di enogastronomia. Da qui ogni volta l’imbarazzo di mio marito del dove portarmi a cena, soprattutto ora che siamo negli Stati Uniti. Preciso: non ho mai avuto e mai avro’ pretese da ristorante a 3 stelle Michelin, ma nemmeno il fast food mi va bene. Da buona italiana semplicemente amo mangiare bene.

Abbiamo scelto un locale che serve cucina giapponese che entrambi amiamo assai (la cucina giapponese intendo). Il locale in questione si chiama Benihana.

Ecco come funziona: i tavoli sono tutti per 8 persone, con una piastra per cucinare lungo un lato che si estende fino a centro tavolo. Da quel lato si posizionera’ lo chef che cucinera’ dal vivo i piatti scelti dagli ospiti li’ seduti.  Ci siamo quindi trovati a dividere il tavolo con altre 6 persone con cui non abbiamo socializzato in quanto troppo impegnati a goderci dopo tanto tempo una serata a due.

Con mia grande sorpresa nella lista vini era presente un Prosecco serio (e con serio intendo di una cantina nota della zona del Prosecco) e non abbiamo potuto che ordinare quello, in quanto fino ad ora i vini americani incontrati lungo il mio tragitto non mi hanno soddisfatto, ma parlero’ di questo un’altra volta.

La cameriera raccoglie le ordinazioni. Ci porta il Prosecco e ci dice: “Enjoy your Champagne” e qui mi si rizzano i peli! Strabuzzo gli occhi, le lancio un’occhiataccia ed sono pronta a sviolinare quello che so in merito….”Non e’ Champagne, e’ Prosecco, un vino spumante prodotto in autoclave! Mai sentita la differenza tra metodo charmat e metodo champenoise?!?!”. Lo sguardo divertito di mio marito, che mi conosce bene e che mi sta aspettando con il calice a mezz’aria per un brindisi, mi fa dimenticare la mia battaglia personale contro l’ignoranza (=la condizione che qualifica una persona, detta ignorante, cioè chi non conosce in modo adeguato un fatto o un oggetto) in materia vini degli addetti ai lavori. (NON SI PUO’!!!).

Mi faccio passare il moto semi-iroso con un sorso di Prosecco e dopo poco arriva lo chef assegnato al nostro tavolo, con un carrello a seguito con tutti gli ingredienti per preparare i piatti ordinati da noi 8 li’ accomodati. E qui dovrei aprire un capitolo molto lungo, ma cerchero’ di essere concisa e chiara con una parola: WOW!

Avete presente i barman acrobatici? Ecco bene, immaginatevi uno chef acrobatico! Cosa non ha buttato per aria e ripreso al volo e eseguito evoluzioni acrobatiche usando una forchetta, una spatola e gli ingredienti per la nostra cena e’ una cosa inimmaginabile se non la si vede con i propri occhi! (un po’ come il Cirque du Soleil oserei dire). Gamberetti e uova si sono esibiti in salti mortali carpiati, voli a varie altezze con cadute millimetricamente perfette sulla piastra bollente, o sulla spatola continuando a roteare, o nel cappello dello chef, o addirittura nella piccola tasca sulla giacca della sua divisa. Un cumulo di riso ci e’ apparso prima a forma di cuore, poi di cuore palpitante, poi di cuore spezzato (pure ironico ‘sto chef!). Un uovo rotto sulla piastra per essere cucinato, con un paio di magici tocchi di forchetta si e’ trasformato in un gallo.

Insomma, uno spettacolo davvero divertente ed interessante, tanto che io ho detto piu’ volte a mio marito: “Dai, domani proviamo anche noi!” e giu’ a ridere come due adolescenti immaginando uova colanti dal soffitto, forchette conficcate nei muri per non dire nelle mani, scolapasta a mo’ di elmo e avanti cosi’. A vedersi tutto cosi’ semplice e facile, a farsi non proprio.

Finita la cena ci siamo avviati nella zona bar per un cocktail e qui ho raggiunto la pace dei sensi con un fantastico Kappa Collins (ingredienti: Hendrick’s, Ty Cu cucumber sake, St. Germain, crushed cucumber e limone). Se qualcuno di voi ama il gin come lo amo io, vi consiglio di cuore di provare questo cocktail se ne avete occasione, delizioso!

La serata ha visto un’ulteriore tappa rientrando a casa all’Hurricane Grill Tiki Bar, un buon Cranberry Mai Tai bevuto all’aperto sotto un cielo stellato purtroppo non con vista oceano, ma vista pseudo tangenziale fortunatamente non tanto trafficata a quell’ora. E va beh, non stiamo a guardare il pelo sull’uovo adesso! Buonanotte!

PS: Pero’ quel: “Enjoy your champagne!” se ci penso…..uuuuuhhhh! meglio chiudere un occhio, anzi mi tappo le orecchie, forse e’ meglio!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...